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Perché alle 16 arriva il crollo di energia?

Quando il pomeriggio diventa una sfida, il tuo corpo potrebbe chiederti qualcosa di diverso

di Giuseppe Cefarelli – Biologo Nutrizionista


Sono le quattro del pomeriggio.

La giornata non è ancora finita, ma senti le palpebre pesanti, la concentrazione diminuisce e l'unica cosa che vorresti fare è sdraiarti sul divano. Oppure apri il cassetto della scrivania alla ricerca di un biscotto, una barretta o un caffè per riuscire ad arrivare a sera.


Ti è mai capitato?


Se la risposta è sì, sappi che non sei il solo. Nel mio lavoro come nutrizionista, è una situazione che incontro molto spesso. Molte persone pensano che questo calo di energia sia inevitabile, quasi una conseguenza normale della giornata lavorativa. In realtà, il nostro organismo potrebbe semplicemente inviarci un messaggio: qualcosa nelle nostre abitudini quotidiane merita attenzione.


È davvero normale sentirsi senza energie?

Dopo diverse ore di lavoro è naturale sentirsi un po' affaticati. Tuttavia, c'è una differenza tra una normale stanchezza e quel senso di "crollo" improvviso che rende difficile concentrarsi, lavorare o svolgere anche le attività più semplici.


Quando il bisogno di zuccheri o di caffeina diventa sistematico ogni pomeriggio, vale la pena chiedersi se il corpo stia semplicemente cercando un aiuto rapido per compensare uno squilibrio.


Molto spesso il problema non nasce alle quattro del pomeriggio. Inizia molto prima.


Il pranzo può fare la differenza

Uno degli errori più frequenti è consumare un pranzo sbilanciato.


Pasti molto ricchi di pane, pasta, pizza o dolci, ma poveri di proteine, fibre e verdure, possono favorire un aumento rapido della glicemia. Successivamente l'organismo lavora per riportare i livelli di zucchero nel sangue alla normalità e alcune persone percepiscono questa fase come un improvviso calo di energia.


Non significa che pasta o pane siano alimenti da evitare. Significa che la composizione complessiva del pasto è importante.


Un pranzo equilibrato tende a favorire una disponibilità di energia più costante durante il pomeriggio.


Anche il sonno e lo stress hanno un ruolo

L'alimentazione non è l'unico elemento da considerare.


Dormire poco, affrontare periodi di forte stress o lavorare molte ore senza pause può aumentare la sensazione di stanchezza.


Il nostro organismo non funziona a compartimenti stagni. Sonno, alimentazione, movimento e gestione dello stress sono strettamente collegati.


Per questo motivo, quando una persona mi racconta di sentirsi sempre scarica nel pomeriggio, non mi limito mai ad analizzare soltanto il pranzo. Cerco di osservare l'insieme delle sue abitudini quotidiane.


Perché viene voglia di dolci proprio a quell'ora?

Molte persone raccontano la stessa esperienza.


Verso metà pomeriggio compare un forte desiderio di qualcosa di dolce.


Cioccolato.

Biscotti.

Merendine.

Oppure un'altra tazzina di caffè.


Non è necessariamente mancanza di forza di volontà.


Spesso il corpo cerca semplicemente una fonte di energia immediata.


Il problema è che questa soluzione offre un beneficio solo temporaneo. Dopo poco tempo può comparire un nuovo calo e il circolo rischia di ripetersi.


Come mantenere più stabile l'energia

La buona notizia è che spesso bastano piccoli cambiamenti per sentirsi meglio.


Ad esempio può essere utile:

  • fare una colazione completa e non limitarsi al solo caffè;

  • costruire un pranzo equilibrato con cereali, proteine e verdure;

  • non saltare gli spuntini quando realmente necessari;

  • bere acqua durante tutta la giornata;

  • alzarsi qualche minuto dalla scrivania e fare una breve camminata.


Non servono rivoluzioni. La costanza vale molto più della perfezione.


Quando è opportuno approfondire

Se il calo di energia è molto intenso, compare ogni giorno oppure è accompagnato da altri sintomi come perdita di peso involontaria, palpitazioni, eccessiva sonnolenza o difficoltà importanti di concentrazione, è sempre consigliabile parlarne con il proprio medico.


In alcuni casi possono essere necessari accertamenti per escludere condizioni come anemia, alterazioni della tiroide, diabete o altre situazioni che richiedono una valutazione clinica.


Una volta escluse queste cause, anche l'alimentazione può offrire un contributo importante per migliorare il benessere quotidiano.


Ascoltare il corpo è il primo passo

Il crollo di energia del pomeriggio non è un nemico.


È un segnale.


Il nostro organismo comunica continuamente con noi attraverso sensazioni come fame, sazietà, stanchezza e vitalità. Imparare ad ascoltare questi segnali significa capire meglio di cosa ha realmente bisogno il nostro corpo.


Spesso non servono diete complicate.


Servono maggiore consapevolezza e un'alimentazione costruita sulle proprie esigenze.


Nel mio lavoro come nutrizionista, questo è uno degli aspetti che considero più importanti: aiutare le persone a comprendere il linguaggio del proprio organismo, perché solo così i cambiamenti diventano davvero duraturi.


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